Fortunato Correale, di quarant’anni, ucciso il 22 novembre 1995. Quel pomeriggio, Fortunato è ancora dentro la sua officina alla periferia di Locri, nella via parallela alla statale 111 che attraversa l’Aspromonte e unisce la città a Gioia Tauro. È solo, Fortunato, sta facendo le ultime cose prima della chiusura. Arriva un killer all’improvviso, gli spara contro sette colpi di pistola calibro 7.65. Quello che gli costa la vita gli si conficca nel fegato. Quando iniziano le indagini, i carabinieri sanno dove andare a guardare. C’è anche un testimone, ma dirà agli inquirenti di non avere visto nulla. Dalle indagini emerge che Fortunato poco prima di essere ucciso ha collaborato con l’Arma. È grazie alla sua testimonianza che i militari scoprono i responsabili dell’attentato incendiario all’auto del carabiniere Tanino Scuderi in servizio alla compagnia di Locri. Fortunato ha visto e ha parlato. I clan della Locride non lo possono accettare (da Dimenticati, di Alessio Magro e Danilo Chirico).
Correale meccanico calabrese di 41 anni non era omertoso. Convinto di dover collaborare con la giustizia per lasciare ai suoi tre figli una situazione
LEGGI IL DOCUMENTOHa avuto i l coraggio di parlare ed è stato ucciso. Ordine dei boss. In terra di ' ndrangheta l'omertà è inviolabile.Costa la vit
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